IL POLIAMBULATORIO DELL'ISTITUTO PADRE MONTI DI SARONNO
SEGNALA DUE INIZIATIVE:

L'AVVIO DEI GRUPPI DI CAMMINO ORGANIZZATI DALL'AMBULATORIO DI MEDICINA DELLO SPORT COL PATROCINIO DEL COMUNE DI SARONNO
L'ANNUNCIO DEL 9° CONVEGNO NAZIONALE DI MEDICINA E SCIENZA DELLO SPORT PREVISTO PER IL 9 MARZO 2012
Di entrambe le iniziative è possibile scaricare il pdf informativo
|
SONO DISPONIBILI NELLA SEZIONE "PUBBLICAZIONI" I PDF DEGLI ULTIMI NUMERI DELLA RIVISTA DOKITA E DELLA RIVISTA VITA CON
Dall'8 al 13 novembre 2010 si è svolto, presso la Casa Generale della CFIC in Vicolo del Conte 2 a Roma, il XV CAPITOLO PROVINCIALE ORDINARIO della PROVINCIA ITALIANA della CFIC
Ogni giorno su questo sito gli aggiornamenti e le foto del Capitolo, a cura dell'Editrice Monti
13 novembre 2010 CON LA MESSA COMUNITARIA SI CHIUDE IL CAPITOLO
Padre Aleandro Paritanti, nella Messa conclusiva del Capitolo, ha voluto ringraziare tutti per l'intenso lavoro eseguito. Nella sua omelia ha richiamato i confratelli alla corresponsabilità delle scelte che il Consiglio provinciale sarà tenuto a prendere perchè - ha affermato - il compito futuro è arduo e ci sarà bisogno dell'aiuto di tutti e di ciascuno. Padre Aleandro, con un semplice ed efficace slogan risuonato più volte durante i lavori capitolari, ha detto che i religiosi dovranno fare di meno, meglio e insieme, sottolineando l'importanza di riscoprire la dimensione spirituale e vocazionale, personale e comunitaria. Una preghiera particolare è stata fatta per tutte le persone, e le loro famiglie, che a vario titolo "ruotano" intorno alla grande famiglia montiana: dipendenti, collaboratori, sostenitori, amici. Nella foto: il Superiore Provinciale tiene l'omelia della Messa di chiusura. 12 novembre 2010
Padre ALEANDRO PARITANTI eletto Superiore Provinciale della Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione
Roma, 12 novembre 2010 «Nella mia qualità di Presidente di questo XV Capitolo Provinciale Ordinario, notifico e pubblico che il padre Aleandro Paritanti è stato validamente eletto Superiore provinciale della nostra Provincia Italiana». Nel pomeriggio il Capitolo procederà all’elezione dei Consiglieri provinciali. Il Presidente del Capitolo Fratel Pietro Nicolai
Padre Aleandro Paritanti è stato confermato alla guida della Provincia italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione. Il XV Capitolo provinciale riunito a Roma gli ha rinnovato la fiducia per un altro triennio. Padre Aleandro era già stato Superiore provinciale dal 1982 al 1991, guidando per nove anni il processo di unificazione delle attività sociali della CFIC che in precedenza facevano riferimento a due distinte aree geografiche italiane. Rieletto nel 2004 e nel 2007, inizia ora il suo terzo mandato consecutivo. Padre Paritanti nasce l’8 luglio 1946 a Roccagorga, in provincia di Latina, e dopo gli studi elementari si trasferisce a Roma dove completa l’iter scolastico frequentando la scuola media, il liceo classico e l’università, laureandosi in teologia nella specializzazione psicopedagogica. Ordinato sacerdote nel 1974, lavora tra ragazzi in difficoltà e a rischio in varie regioni d’Italia, ricoprendo incarichi di responsabilità come direttore di opere educative. Al termine dei primi tre mandati di Superiore provinciale, nel 1992 viene trasferito a Milano, nell’Istituto Padre Monti, dove riprende l’attività educativa e scolastica, organizzando interventi formativi su vari livelli: ragazzi, catechisti, genitori e coppie in vista del matrimonio. Scrive anche testi teatrali per ragazzi e pubblica vari libri. Eletto Consigliere generale e in seguito Vicario generale, coordina la Casa Madre della Congregazione di Saronno e le iniziative legate al centenario della morte di Padre Monti (2000), la beatificazione (2003) e la consacrazione del primo santuario dedicato al Fondatore della Congregazione (2004). Nella foto: il Superiore Generale (a dx) consegna le insegne della Provincia a padre Aleandro Paritanti. 12 novembre 2010 ELETTI I CONSIGLIERI PROVINCIALI
Roma, 12 novembre 2010 «Nella mia qualità di Presidente di questo XV Capitolo Provinciale Ordinario, notifico e pubblico che fratel Gioacchino Santoro, padre Terenzio D'Ortenzio, fratel Pietro Nicolai e fratel Natalino Poggi sono stati validamente eletti Assistenti provinciali della nostra Provincia Italiana». Il Presidente del Capitolo Fratel Pietro Nicolai Nella foto: il Superiore Generale, il Superiore Provinciale e i suoi Assistenti. 12 novembre 2010 IL VESCOVO AUSILIARE DI ROMA BENEDETTO TUZIA PRESIEDE LA MESSA CON I CAPITOLARI
Stamane Sua Eccellenza monsignor Benedetto Tuzia, vescovo ausiliare di Roma, ha celebrato l’Eucaristia con i Fratelli capitolari. Nel suo saluto introduttivo, il Superiore Generale fratel Ruggero Valentini ha voluto presentare la Congregazione e il carisma montiano. Commentando il Vangelo del giorno monsignor Tuzia ha voluto sottolineare il fatto che la specificità dei religiosi consacrati, e in modo particolare dei Figli dell’Immacolata Concezione che attuano la parità di diritti e di doveri tra religiosi laici e religiosi presbiteri, sta nell’essere segno del mondo che verrà, senza abdicare alla vita dell’oggi. «Ogni fase della vita – ha affermato il vescovo – è contraddistinta da una crisi, una crisi di crescita, che consente di passare da un “mondo” all’altro. La morte stessa è la crisi per eccellenza, la crisi definitiva che consentirà di passare da questo mondo alla Gerusalemme celeste che scenderà dall’alto, senza cancellare ciò che Dio ha creato e ha amato ma portandolo a compimento, a maturazione». Benedetto Tuzia ha pertanto esortato i Fratelli delegati ad alzare lo sguardo verso l’alto, a contemplare il destino a cui tutti siamo chiamati, preparandosi al domani vivendo bene l’oggi. La specificità dei religiosi della CFIC, ha ulteriormente rimarcato, è proprio quella di vivere il domani già nella condizione di oggi: «Non è da tutti! È un compito, un dono, un carisma affidato in particolar modo a voi. Chi è chiamato in virtù di una grazia ad essere segno, richiama tutti a ciò che sarà la fine senza però abbandonare l’oggi. Dovete promuovere l’uomo oggi in attesa della sua promozione finale. La sapienza dello Spirito è bella, non è una costrizione. È il vostro DNA, è il segreto della vita battesimale di tutti i cristiani. Noi siamo diaconi del mistero di morte e risurrezione di Cristo». Il Superiore Provinciale padre Aleandro Paritanti in conclusione ha ringraziato monsignor Tuzia, facendogli dono di alcune pubblicazioni montiane. Quest’ultimo ha benedetto i capitolari augurando a tutti un fecondo lavoro. Nella foto: un momento della celebrazione eucaristica. 11 novembre 2010 55 FRATELLI IN TUTTA ITALIA ATTENDONO NUOVE VOCAZIONI
La Provincia italiana dei Figli dell’Immacolata Concezione vede al proprio interno una vasta gamma di attività caritative e apostoliche. Attualmente si registrano 11 comunità canoniche e 2 presenze di religiosi (Oristano e Villa d'Almè), a cui si deve aggiungere la recente apertura della casa “Fratel Ivan Bonifacio Pavletić” a Kutina, in Croazia, struttura che è stata aggregata a questa Provincia. Si registrano 3 realtà formative di livello superiore. Il Centro studi scienze sanitarie “Padre Luigi Monti” con 12 sedi italiane dove si svolgono corsi di laurea infermieristica e fisioterapia (600 alunni), master di primo livello e di coordinamento (240 alunni). In Albania ha inoltre due sedi (a Tirana e a Elbasan) per corsi di laurea infermieristica e fisioterapia. In Croazia stanno per aprire corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, tecnico di laboratorio biomedico e tecnico sanitario di radiologia medica. Importante è pure la Scuola internazionale di specializzazione in Psicologia clinica e Psicoterapia psicoanalitica (SIRPIDI) presso l’IDI di Roma, con quattro corsi e 80 allievi. Infine opera Elea Spa, che ha 8 sedi in Italia, con corsi di specializzazione e riqualificazione che coinvolgono quasi 20.000 allievi e di formazione e-learning con oltre 11.000 allievi. Tutte le realtà italiane che fanno riferimento al carisma montiano vedono il coinvolgimento di religiosi e di laici. Attualmente sono presenti 55 fratelli, di cui 8 provenienti da altre nazioni. La media generale dell’età supera i 65 anni. «La Provincia italiana – commenta padre Aleandro Paritanti – vive del lavoro dei suoi religiosi, anche se fortemente in calo. L’invecchiamento, la malattia e la morte, assottigliano le fila senza poter prevedere un ricambio generazionale. Questa è la crisi più forte e più grave della Provincia. Gli stessi ruoli di responsabilità per la gestione e il controllo delle attività pongono seri problemi se non si trovano modelli organizzativi e strumenti operativi innovativi». Nonostante ciò la Provincia Italiana ha grandemente contribuito allo sviluppo della Congregazione, e tutt'oggi riesce a far fronte alle continue richieste di servizi , di assistenza , di spiritualità che le pervengono da una società sempre più complessa e articolata, alla quale sa dare riscontri positivi, competenti, innovativi ed efficaci. Nella foto: l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI) di Roma. 10 novembre 2010 UNA PROVINCIA EUROPEA PER FAR INCONTRARE LE CULTURE
Il Capitolo della Provincia italiana guarda al futuro. Il documento che guida i lavori di questi giorni contiene una serie di indicazioni operative e di prospettive future che dovrebbero caratterizzare il prossimo triennio. Le proposte sono il risultato delle riflessioni maturate in questi ultimi anni e successivamente approfondite dal Consiglio provinciale e dalla Commissione precapitolare. Tra le novità più significative vi è l'ipotesi di costituire una Provincia Europea che permetta di comprendere, oltre all'Italia, anche tutte le realtà che in questi anni sono nate in vari Paesi del vecchio continente: Albania, Croazia, Polonia e Francia. Si tratta in alcuni casi di presenze ancora allo stato iniziale, in altri (come l'Albania) di opere ben sviluppate e radicate. La CFIC intende incamminarsi lungo la strada di una maggiore integrazione tra culture e sensibilità differenti. Una spinta in tale direzione potrebbe venire dal richiedere religiosi di altre nazioni per progetti mirati e finalizzati al programma delle opere in Europa. «Un progetto missionario e apostolico – spiega padre Aleandro Paritanti – che trovi persone impegnate a vivere e rischiare insieme, pur consapevoli che la convivenza di culture e stili di vita comportano un notevole sforzo di equilibrio e di adattamento». Un impulso potrebbe venire dalla costituzione di comunità interculturali in alcune realtà italiane particolarmente significative: Milano (Parrocchia Immacolata Concezione), cappellanie di ospedali e alcuni servizi scolastici (Saronno e Arco). Il recente Capitolo generale ha già deliberato di collocare a Saronno, dove riposano i resti del Fondatore, la futura sede del Centro Studi Montiani e una comunità internazionale. «La fraternità – chiarisce il Superiore provinciale – in questo contesto storico e di assestamento, acquista un valore fondamentale che richiede tempi e spazi di maturazione; quindi di una realazione dal volto umano e spirituale di grande respiro, almeno da parte dei fratelli impegnati apostolicamente in modo diretto. Occorre sviluppare l'appartenenza alla Comunità provinciale per superare il limite delle relazioni locali». Nella foto: l'Università di Tirana (Albania). 10 novembre 2010
LA RELAZIONE DEL SUPERIORE PROVINCIALE AI FRATELLI CAPITOLARI: «SANITÀ ED EDUCAZIONE TRA CARITÀ E LEGGI DEL MERCATO» «A questo Capitolo tocca “osare”, lanciare il grido di guerra contro ogni assurda visione di morte e alzare la voce della speranza, del gridare sui tetti la nostra forza carismatica della carità a servizio dell’uomo, sia esso malato, abbandonato o bisognoso di assistenza. Qui sta la nostra forza e quella dei nostri fratelli anziani. Qui sta il segreto dei figli della luce che sanno imparare da quelli delle tenebre la furbizia evangelica e la saggezza del tirar fuori cose vecchie e nuove dal nostro bagaglio culturale, spirituale e apostolico». È appassionata la lunga e articolata relazione che padre Aleandro Paritanti, Superiore provinciale uscente, ha letto ai fratelli capitolari. Un intervento, il suo, che ripercorre i momenti più significativi dell’ultimo triennio e apre nuovi orizzonti di testimonianza e di impegno. Non mancano sottolineature critiche e inviti al cambiamento. «La vita religiosa non può perdere di vista il suo significato profetico di alternativa alla cultura e allo stile mondani, pur lavorando tra gli uomini. Questa speranza e questa profezia non sono declinabili a parole, esse hanno bisogno di persone concrete, testimoni veraci e coerenti con quanto si professa e si vive». Padre Aleandro ha guidato la Provincia italiana per due mandati consecutivi - sei anni in tutto - cui va aggiunto un altro periodo precedente come Superiore provinciale. Ha quindi ben presente lo stato di salute della CFIC all’interno di un territorio che, storicamente e culturalmente, rappresenta per l’intera Congregazione un punto di riferimento unico. «Noi custodiamo la santità del Fondatore nella sua fisicità e nella sua carismaticità. Tale dono non è merito nostro e tanto meno ce lo siamo conquistato. Esso è ricevuto e come tale è eredità di tutto il mondo. Non ne siamo gelosi e siamo felici che esso animi la vita della Congregazione nei luoghi dove riesce ad impiantarsi o ad arrivarci anche solo per sentito dire». I discepoli di Padre Monti che vivono e lavorano in Italia sono consapevoli del contesto in cui esercitano la loro missione apostolica. La sanità e l’educazione, per esempio, sono soggette alle leggi del mercato e non sempre sono in sintonia con le motivazioni cristiane di attenzione all’uomo che vive in situazioni di bisogno. «Questo conflitto - ribadisce padre Aleandro - richiede una comprensione maggiore della nostra forza carismatica e del nostro incidere nel ventre molle del mercantile scambio di servizi all’uomo. In questa fase è difficile anche avere un quadro chiaro verso cui lo stato sociale indirizza le sue attenzioni. Quello che appare chiaro per noi è che non si può essere ambigui e tanto meno contraddittori nei comportamenti». Il mercato del sociale richiede oggi una cultura di contrapposizione etica e di difesa del proprio operato a servire l’uomo, come realtà ecclesiale e come esperienza apostolica di grande valore. «Tutto ciò richiede una maturità e una consapevolezza nuova nell’amministrare i beni della Congregazione messi a servizio del pubblico. Tale processo manifesta ancora inadeguatezze e incoerenze. In questo campo sono richieste scelte coraggiose e stabili». Nella foto: Sua Santità Benedetto XVI saluta fratel Paolo Ruatti, padre Aurelio Mozzetta e padre Aleandro Paritanti (7 luglio 2010). 9 novembre 2010
L’INTERVENTO DEL SUPERIORE GENERALE: «I TEMPI SONO CAMBIATI, SERVE UN SUSSULTO DI PASSIONE» È la prima volta che un Capitolo provinciale si tiene nella Casa Generale della Congregazione.Una presenza che assume un valore simbolico e che è stato ricordato questa mattina da fratel Ruggero Valentini, Superiore generale, parlando davanti ai capitolari. « È da questa città [Roma, ndr], così carica di memoria e di santità, che il mio pensiero va ai venti Paesi in cui la nostra Congregazione è presente con le sue comunità e le sue opere. La celebrazione di questo Capitolo avviene proprio qui, nel luogo storico della nostra fondazione dal quale il carisma si è sparso nel mondo. Il valore simbolico, dunque, è evocativo nel riconoscimento delle proprie origini e delle proprie responsabilità». All’interno della CFIC, la Provincia italiana ha un peso ed un ruolo particolare,custodisce un patrimonio speciale dell’intera Congregazione, che ha qui la sua sede primaria. «Rappresenta – ha sottolineato fratel Ruggero Valentini – la culla del carisma montiano. Nel corso di oltre 150 anni (in particolare negli ultimi decenni), altre culture sono state raggiunte dalla sua proposta evangelica, con uno sforzo notevole in persone e in risorse economiche. Al punto che, senza alcun dubbio, percepiamo concretamente la dimensione universale del carisma». Il Superiore generale ha invitato i capitolari a riflettere sul mutato ruolo che oggi la Provincia italiana svolge all’interno del pianeta montiano: «L’attuale debolezza della nostra presenza in Italia, almeno per la evidente e progressiva diminuzione dei religiosi, non intacca il suo significato. Anzi, appare il contrario. La Provincia italiana dall’originario ruolo di sorgente tradizionale è divenuta una riserva di energia». Una ricchezza che nel tempo si è tradotta in istituzioni ecclesiali, arte, stili di vita e strumenti pastorali. Un “know how” che è il risultato di un secolare e appassionato impegno in ambito sanitario, educativo e assistenziale. Fratel Ruggero ha perciò invitato la Provincia a mettere a disposizione persone, suscitando un movimento di adesione e condivisione tra le migliaia di collaboratori e amici. «Questa azione avrà un positivo riflesso su ciascuno di noi – ha ribadito -, perché un religioso è sempre di fronte alla necessità di comunicare le vere motivazioni interiori del proprio “apostolato”, che vanno ben oltre il lavoro, sebbene svolto in iniziative importanti e valide». Il Superiore generale ha chiesto ai fratelli capitolari di avere un sussulto di passione e di entrare in una logica diversa per poter far fronte ad un processo non più dilazionabile. «Le capacità spirituali, professionali e fisiche dei religiosi – globalmente parlando - sono in declino e con una potenzialità limitata a tempi brevi. Ogni rinvio o ritardo porta conseguenze di cui ciascuno deve assumersi la responsabilità». Per realizzare tale obiettivo la Provincia dovrà perciò “attrarre” alcuni propri religiosi disponibili ad assumere un compito caratterizzato da “funzioni di animazione trasversale” a tutti i campi di intervento in ambito culturale, vocazionale ed esperienziale. Uno sforzo che si tradurrà nella formazione di una o più comunità “dedicate”. «Esse dovranno essere capaci di parlare del carisma con un nuovo linguaggio e con uno stile di vita, di preghiera e di carità in grado di raggiungere soprattutto le nuove generazioni e quanti desiderano fare propria una scelta di vita esigente ed evangelicamente orientata». Nella foto: il Superiore Generale della CFIC. 8 novembre 2010 ELETTO IL CONSIGLIO DI PRESIDENZA DEL XV CAPITOLO PROVINCIALE
Sono entrati nel vivo i lavori del XV Capitolo della Provincia Italiana che da ieri vede riuniti a Roma, nella Casa Generale, 15 fratelli in rappresentanza di tutte le comunità che operano in Italia. Oggi sono stati espletati alcuni adempimenti burocratici, indispensabili per poter procedere in modo corretto nei prossimi giorni. Il Capitolo ha iniziato i lavori alla presenza del Superiore Generale, fratel Ruggero Valentini. Dopo il saluto del Superiore Provinciale padre Aleandro Paritanti, ha proceduto ad eleggere il Consiglio di Presidenza nelle persone di fr. Pietro Nicolai (Presidente), fr. Aldo Genova (Segretario), fr. Gioacchino Santoro, fr. Natalino Poggi e padre Giovanni Petrelli (Moderatori). Ha quindi provveduto ad eleggere le altre cariche capitolari previste: fr. Stefano Caria e fr. Mario Di Leginio svolgeranno le funzioni di scrutatori; padre Terenzio D'Ortenzio, fr. Gioacchio Santoro e fr. Natalino Poggi costituiscono invece la Commissione amministrativa. I lavori sono proseguiti con l'ascolto della relazione di padre Aleandro Paritanti, Superiore Provinciale, sullo stato della Provincia Italiana, seguita da quella amministrativa. “Camminiamo nella carità” è il tema che caratterizza il XV Capitolo Provinciale, una frase presa dalla Lettera agli Efesini. La mattinata di domani, mercoledì, sarà aperta da un intervento del Superiore Generale. La giornata proseguirà con il dibattito in aula. I lavori si concluderanno sabato prossimo dopo l'elezione (venerdì) del nuovo Superiore Provinciale e dei suoi assistenti. Nella foto: l'aula del Capitolo Provinciale a Roma. L'elenco dei Fratelli delegati
1. CARIA Stefano 2. CAZZANIGA Giovanni 3. D’ORTENZIO Terenzio 4. DECAMINADA Franco 5. DI LEGINIO Mario 6. GENOVA Aldo 7. LIBERTI Umberto 8. LUCHETTI Eugenio 9. NICOLAI Piero 10. PARITANTI Aleandro 11. PETRELLI Giovanni 12. POGGI Natalino 13. PUDDU Pietro 14. SANTORO Gioacchino 15. VALENTINI Aldo 1) Commissario Logistico: Padre Giuseppe Decina 2) Animatore Liturgico: Padre Aldo Valentini 3) Segreteria Capitolare: I Fratelli non capitolari ammessi in aula sono: Gianluca Ferrara Stewart Menayame Shajan Thachiathu Nella foto: i Fratelli delegati al Capitolo con il nuovo Consiglio provinciale. |








